23/03/2016
FESTA DI PRIMAVERA (Ristorante “Da Nello” di Ponte in Valtellina)

La tradizionale Festa di Carnevale quest’anno non si è tenuta per poter partecipare all’intermeeting zonale, in occasione della Cena di Gala e della premiazione dei Campionati Italiani Lions tenutisi a Bormio all’inizio di febbraio.

Si è pensato, quindi, di organizzare, unitamente al L.C. Tellino, la Festa di Primavera, per passare una serata insieme in allegria e si è invitato il trio musical-folk “Amis de l’Osteria” che da anni persegue l’intento di valorizzare la tradizione della canzone popolare Lombarda.

Così, dopo la cena, i tre artisti, il cantante Ercole Augusto Bestetti, il fisarmonicista Romano Riva e il chitarrista Giorgio Angelo Cazzola, hanno incominciato a scatenarsi in una sequenza di canzoni che erano in gran voga circa mezzo secolo fa e venivano cantate nei cabaret di Milano.

Sono canzoni legate alla vera tradizione popolare, quelle che, una volta, venivano cantate nelle gite in corriera o nelle feste campestri o, appunto, nelle osterie, quando ci si lasciava andare, con un bel bicchiere di vino rosso in mano, a cori, a volte anche un po’ stonati, ma che creavano allegria, socializzazione, voglia di stare insieme.

Molto spesso sono canzoni un po’ sboccate, che parlano degli amori nati o finiti, delle belle ragazze, di bevute, insomma di quella voglia di lasciarsi andare ai piaceri della tavola e del sesso.

Per molti è stato un momento di revival di tempi andati, della giovinezza, della spensieratezza di quei tempi, ahimè ormai lontani, in cui la felicità, lo star bene, lo si rinveniva nelle piccole cose: un brindisi, un incontro con gli amici e una bella cantata.

Il repertorio è stato molto ampio ed il trio ci ha tenuti inchiodati alle sedie per quasi due ore, con il loro canto scanzonato, le loro battute salaci e ci si è quindi lasciati andare a grasse risate e, molto spesso, ad accompagnare nel canto i musicisti, oppure a battere le mani per dare il ritmo alla musica.

Insomma, una serata di altri tempi che, alla fine, ci ha lasciato un buon gusto in bocca, come quello degli squisiti sciatt che ci sono stati serviti.

Inutile dire che si è alzato un po’ il gomito, ma faceva parte della serata.

Angelo Schena