27/09/2017
Flaminio Benetti SCAMBI GIOVANILI (Ristorante San Carlo di Chiuro)

L’incontro conviviale del 27 settembre è avvenuto nei locali messi a disposizione dal socio Piero Nera e dai suoi figli, all’interno della loro ditta, a San Carlo di Chiuro.

Il tema era quello degli scambi giovanili organizzati dal Lions International e i relatori erano i quattro ragazzi sponsorizzati dal nostro club che sono stati all’estero, nel corso del 2017. Il club Sondrio Host, da alcuni anni, dedica tre momenti, nel corso dell’anno, all’incontro con i giovani che partecipano all’iniziativa; questa serata, appunto, e due incontri con i ragazzi del Campo Valtellina, finanziato dal Distretto e dai club della nostra zona, e diretto da Alfredo Cantoni, socio del club di Bormio: un’escursione, nello scorso mese di luglio, dal Passo del Foscagno all’Alpe Trela, con pranzo organizzato all’agriturismo dell’Alpe, e una serata conviviale, a Teglio, naturalmente a base di pizzoccheri e sciatt, nel corso della quale i giovani provenienti da tutti i Paesi del mondo hanno la possibilità di conoscere i soci dei club promotori e di presentarsi loro, raccontando il risultato di questa esperienza.

I protagonisti della serata, coordinati dal responsabile distrettuale per i campi e gli scambi (YCEC) Flaminio Benetti, sono stati Camilla Palazzo, diciotto anni, Sofia Libera, diciassette anni, e Paride Illini, sedicenne.

Assente perché ormai incapace di fermarsi e impegnata in un soggiorno-studio in Germania, Giuditta Illini che, però, è stata presente, comunque, con la sua relazione scritta: Giuditta ha raccontato del suo soggiorno a Szczecin, facile da leggere solo se si sa che, in Polonia, la z è muta; la città, per noi, è Stettino, una delle città portuali sul Mar Baltico. Qui ha passato la prima settimana e ha vissuto una particolare esperienza quando tutte le famiglie che ospitavano ragazzi partecipanti agli scambi del Lions International, si sono incontrate per una giornata intera passata in compagnia. Così, la nostra rappresentante ha conosciuto gli altri giovani, provenienti da Finlandia, Danimarca, Israele, Norvegia, Turchia e Serbia. Non poteva mancare una visita a Berlino al memoriale dell’Olocausto. La seconda settimana, trasferimento a Szczecinek, per il campo, definito “un mix di divertimento e scoperte” in un albergo che si affacciava su un lago meraviglioso: le prime due sere ogni partecipante ha cucinato le specialità tipiche del suo Paese; durante il giorno, attività fisiche e sportive. Gli ultimi due giorni trasferimento a Varsavia, con visita della città e del Copernicus Science Center. Serate, naturalmente, a base di musica, cibo e bevande, fino alla tragica ultima sera, con “fiumi di lacrime versati, con la promessa di ritrovarci”.

Camilla Palazzo aveva coordinato i ricordi di tutti, montando le fotografie in un filmato, proiettato in apertura, prima delle interviste ai giovani ospiti. Lei, ha raccontato, invece, della “sua esperienza indimenticabile” in Francia, per tre settimane, dal 22 luglio in poi: primi dieci giorni a Marsiglia, ospite della famiglia Aubert, con visita di Saint Tropez, Araceli, Veronika, Aix-en-Provence, Martigues, Les Calanques, Ensuès-La- Redonne. Il 2 agosto, trasferimento al Campo, ad Aix-en-Provence, dove i sedici partecipanti si sono conosciuti e hanno passato dieci giorni assieme. Provenienza: Germania, Olanda, Svezia, Italia, India, Austria, Argentina, Spagna, Cina, Ungheria, Turchia, Israele e Moldavia. Camilla ha ricordato, come sua esperienza più bella, “il 6 agosto quando, indossando muta, maschera e boccaglio siamo stati accompagnati a fare snorkeling in una piccola baia del Parco Nazionale delle Calanques”, ma anche il Palazzo Papale di Avignone e la visita alla mostra interattiva di Monet, Renoir e Chagall. Il rapporto che si è creato tra i ragazzi del Campo è stato definito come “indescrivibile e assolutamente indimenticabile”.

Paride Illini, come Camilla, era alla sua prima esperienza con gli scambi, ma già esperto per i racconti della sorella Giuditta e per aver ripetutamente ospitato nella sua famiglia i ragazzi del Campo Valtellina. La sua destinazione era il Michigan, raggiunto il 15 luglio e lasciato il 9 agosto. In famiglia nella prime due settimana, ad Ashley, piccola cittadina a circa un’ora di macchina dalla capitale Lansing, ospite di Cindy e Brent, Governatore del Distretto, cosa che ha permesso di “capire quale grande lavoro c’è dietro i Lions Club e quanto impegno le persone ci mettono quotidianamente”. In questo periodo è stato visitato praticamente tutto lo Stato, Chicago, Ceder Point in Ohio, con “un assaggio delle abitudini della famiglia: i grandi barbecue della domenica e le serate seduti nella veranda a raccontare della giornata con un po’ di buona musica e tante risate”. Il Campo che ha concluso l’esperienza, a Grand Rapids, è durato solo quattro giorni, dal 3 al 6 agosto, ma comunque sufficienti per renderlo un’avventura indimenticabile: “Eravamo in sette, cinque italiani e due ragazze locali. Il primo giorno, abbiamo montato la tenda in cui avremmo dormito tutte le notti seguenti. Eravamo tutti alquanto inesperti, ma insieme siamo riusciti a cavarcela e passare tutte le notti senza particolari difficoltà”.

Infine, Sofia Libera ha raccontato la sua esperienza in Nuova Zelanda, seconda dopo quella di Taiwan dello scorso anno. Partita il 29 giugno da Milano Malpensa, arrivata a Invercargill, a 18.000 km di distanza, il primo luglio, ha passato qui le prime due settimane in una famiglia di quattro persone, visitando e conoscendo l’Isola del Sud. Durante la prima settimana, per quattro giorni, ha potuto assistere alle lezioni nel college della sua “host sister” Katie. La lezione più interessante è stata quella di Maori, in occasione della quale, in un’aula speciale con grandi tappeti colorati e quadri rappresentanti le tradizioni indigene e le loro canzoni, Sofia è riuscita a imparare anche molte parole e addirittura a presentarsi in lingua maori, cosa che ha ripetuto anche per il divertimento dei soci Lions presenti a San Carlo. Le ultime due settimane sono passate a Upper Hut, nell’Isola del Nord, a solo mezz’ora da Wellington, in una famiglia che ospitava, contemporaneamente, anche una ragazza finlandese e dove le era stato predisposto un programma di attività, sempre accompagnata da un socio del Lions club locale. A Wairapapa, ha potuto fare il giro di una fattoria, sfrecciando tra le colline, tra le pecore “perché, come forse non tutti ben sanno, in Nuova Zelanda ci sono più pecore che persone.” Alla fine della giornata, le hanno anche insegnato a tosare una pecora, impegno che all’inizio l’ha un po’ spaventata ma che, poi, non è stato così difficile come sembrava. Sofia ha concluso dicendo di essere tornata a casa “con la consapevolezza di aver trovato due nuove famiglie in Nuova Zelanda e una nuova sorella in Finlandia”.

Flaminio Benetti