24/05/2017
GUARDARE L’UNIVERSO (Ristorante San Carlo di Chiuro)

Il 16 luglio 1746 a Ponte in Valtellina nacque Giuseppe Piazzi, che nel 1764 entrò nell'Ordine dei Teatini del convento di Sant'Antonio a Milano e nel 1769 fu ordinato sacerdote. Professore universitario, insegnò filosofia a Genova, matematica a Malta, teologia dogmatica a Roma (collega di Barnaba Chiaramonti che, nel 1800, divenne Papa Pio VII) e astronomia alla Reale Accademia degli Studi di Palermo, dove ottenne l’autorizzazione a costruire l’Osservatorio Astronomico di Palermo, di cui fu direttore sino al 1817, quando fu chiamato a dirigere la costruzione dell’Osservatorio di Capodimonte di Napoli, divenendo così Direttore Generale degli Osservatori di Napoli e Palermo.

 
(iMG.1) Giuseppe Piazzi
(Ponte in Valtellina 16 luglio 1746 – Napoli 22 luglio 1826)


Il 1º gennaio 1801, dall’Osservatorio Nazionale del Regno delle Due Sicilie di Palermo, Piazzi scoprì un oggetto brillante che si muoveva contro lo sfondo di stelle. La prima osservazione lo portò a ipotizzare che si trattasse di una stella fissa, non riportata dai cataloghi. Nei giorni seguenti, notò che il corpo celeste non si trovava più nella posizione iniziale e sospettò che si trattasse di una stella diversa. Le successive osservazioni lo convinsero che il nuovo astro era dotato di moto proprio.
Nonostante i buoni presupposti per la scoperta di un nuovo pianeta, Piazzi scelse una linea di pensiero più prudente e annunciò semplicemente di aver individuato una cometa, ma annotò: "Avevo annunciato questa stella come una cometa, ma poiché non è accompagnata da alcuna nebulosità, e inoltre il suo movimento è così lento e piuttosto uniforme, mi è venuto in mente più volte che potesse essere qualcosa di meglio di una cometa”.
Piazzi non poté osservarlo abbastanza a lungo (entrando l'astro in congiunzione con il Sole) per determinare la sua orbita con i metodi esistenti, ma il matematico Carl Friedrich Gauss sviluppò un nuovo metodo per il calcolo delle orbite che permise agli astronomi di individuare di nuovo l'oggetto. Dopo che la sua orbita fu perfettamente determinata, fu chiaro che il presupposto di Piazzi era corretto e questo nuovo corpo celeste non era una cometa, ma un piccolo pianeta, che Piazzi  battezzò originariamente Ceres (Cerere) Ferdinandea, in onore della dea romana Cerere, protettrice del grano e della Sicilia, e di Re Ferdinando III di Sicilia (anche noto come Ferdinando IV di Napoli). La parte "Ferdinandea" non era accettabile per le altre nazioni europee e fu eliminata. 


(IMG.2) Cerere


Al grande astronomo è stato intitolato il Liceo Classico di Sondrio e nel 1997 la neonata Associazione Astrofili Valtellinesi decise di realizzare l’Osservatorio Astronomico “Giuseppe Piazzi” in località San Bernardo di Ponte in Valtellina a 1238 m slm, il più alto di tutta la Lombardia, che venne inaugurato nell’ottobre del 2009. Dotato della più moderna strumentazione l’Osservatorio offre la possibilità di piacevoli e interessanti visioni alla scoperta della volta celeste.
Si era quindi pensato di organizzare una serata all’Osservatorio per poter guardare l’Universo col telescopio, dopo una presentazione teorica del prof. Claudio Bongini, appassionato di astronomia, coadiuvato da Arturo Schena, dentista, ma anche lui mosso dalla passione di scrutare e studiare la volta celeste con tutte le sue meraviglie.
Le condizioni atmosferiche avverse, che ci hanno costretto ad uno slittamento dell’originaria data (26 aprile) e le difficoltà di conciliare cena, relazione e osservazione del cielo, hanno consigliato di optare per una sede più comoda.
Ci si è così trovati in un nutrito gruppo di soci ad ascoltare l’affascinante relazione del prof. Bongini, che ci ha introdotto in questo mondo così immenso, incommensurabile, a volte difficile da comprendere con le nostre menti limitate attese le dimensioni incredibili dell’Universo, tanto grandi da far apparire il nostro povero pianeta Terra come un minutissimo granellino di sabbia, rispetto alla grandiosità dell’universo intero.
La vastità sconfinata dell'Universo, il fascino delle stelle, la bellezza dei pianeti e dei corpi celesti vicini e lontani, le galassie sterminate sono stati l’oggetto della relazione, arricchita da una serie incredibile di stupende foto e di filmati entusiasmanti che riproducevano il movimento degli astri sospesi nell’universo.
Al termine della relazione e del dibattito che ne è seguito, in tutti è cresciuto molto forte il desiderio di visitare, in un’altra occasione, l’Osservatorio, costituito da una cupola in acciaio zincato che ospita un telescopio riflettore, un telescopio rifrattore, un telescopio solare ed un telescopio acromatico con la funzione di strumento di guida.


(IMG.3) L’Osservatorio di S. Bernardo di Ponte in Valtellina


(IMG.4)Foto di Giove


(IMG.5)Foto di Saturno

Angelo Schena